Tecniche per camminare in montagna

Tecniche per camminare in montagna

Perchè un gesto cosi facile come camminare può diventare più difficile e più insicuro in montagna?  Per salire, scendere o traversare su terreni molto ripidi o dove il fondo del terreno è particolarmente scivoloso e sdrucciolevole non basta mettere un piede davanti all’altro: occorre un minimo di tecnica escursionistica, per evitare qualche “sederata” di troppo o infortunio più serio. Dobbiamo tenere presente che in montagna il tipo di terreno può variare molto rapidamente, anche nel giro di pochi metri. In un’escursione si possono verificare varie situazioni: salite, discese, tratti con ghiaia, terra battuta, fango, foglie secche e/o bagnate, erba olina (scivolosa e pungente), roccette e guadi, pioggia e gelo.  Tutto questo ci pone nella condizione di adeguare il tipo di camminata e il tipo di passo alle varie situazioni che si vengono a creare lungo il percorso: una camminata corretta e fluida su un tracciato difficile e instabile ci dà una maggiore sicurezza e un minor dispendio di energie. In genere, ciascuno di noi ha una preferenza: salita o discesa.

Normalmente in fase di discesa si è più stanchi,  si ha voglia di arrivare in fondo, le articolazioni del ginocchio e delle caviglie sono più sollecitate, tutti questi fattori ci espongono maggiormente al rischio d’infortuni, di conseguenza è consigliabile l’utilizzo dei bastoncini da trekking. Inoltre calzare delle buone scarpe da trekking dotate di suole con grip eccellente e adottare delle tecniche specifiche a seconda del tipo di terreno che incontriamo sono altri due elementi fondamentali. L’aderenza, infatti,  non dipende solo dal grip della suola dei nostri scarponi ma anche dal peso che riusciamo a scaricare sui piedi: più pressione riusciamo a esercitare sui punti di appoggio, minore diventa il rischio di scivolare. In genere su terreno ripido sdrucciolevole la paura ci spinge a frenare portando il busto all’indietro e facendo uscire il baricentro dalla zona dei piedi e comportando un alleggerimento del peso sui piedi e la conseguente perdita di aderenza scivolando in avanti. In realtà la postura corretta che da tenere sia in salita che in discesa è quella con le ginocchia piegate e busto leggermente flesso in avanti così il baricentro resta ben posizionato sopra i piedi. 

Osservando il terreno lungo un sentiero, possiamo distinguere due tipologie morfologiche:

 

  1. TERRENO ESCURSIONISTICO STABILE
  • Terreno di terra duro
  • Prato ripido
  • Superficie rocciosa compatta

 

  1. TERRENO ESCURSIONISTICO INSTABILE
  • Terreno a ghiaioni a grana fine – media – grossa
  • Terreni fangosi
  • Sottobosco con fogliame
  • Guadi con sassi mobili o viscidi

Andiamo ad analizzare le varie tecniche:

  1. Tecnica Passo a papera
  2. Tecnica Piede piatto o di traverso
  3. Tecnica Passo incrociato
  4. Tecnica Mezzo passo
  5. Tecnica a zig zag
  6. Tecnica Prima le mani  poi i piedi
  7. Tecnica Attraversare un corso d’acqua

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