Camminare in montagna di notte

Camminare in montagna di notte

Gli escursionisti vanno in montagna per essere in contatto con la natura e ammirare i panorami. Le escursioni possono essere fatte sia di giorno sia di notte e le principali differenze tra un’escursione diurna e una notturna stanno nell’utilizzo dei sensi e nei punti di riferimento. Durante una gita diurna si immagazzinano numerose immagini del panorama circostante utilizzando principalmente la vista e si visualizzano vari punti di riferimento lungo il percorso (ad esempio un masso dalla forma particolare, i resti di una baita o un albero spezzato), invece, durante un’escursione notturna la vista risulta più limitata, i punti di riferimento sono poco visibili o non visibili del tutto, e tutti gli altri sensi sono più amplificati. Le escursioni notturne permettono di vivere un momento magico, multisensoriale.

Il trekking in notturna si può praticare sia in estate sia in inverno dopo il tramonto: in inverno occorre iniziare l’escursione dopo le ore 19:00 e in estate dopo le 21-21:30. In estate è piacevole fare una camminata al fresco, specialmente nelle giornate molto calde e afose, ammirando le stelle e percependo i vari suoni, versi e rumori provenienti dal bosco. In inverno è possibile effettuare una ciaspolata magari al chiaro di luna. Un suggerimento molto importante è quello di arrivare una mezz’ora prima dell’inizio del trekking, al tramonto, per far si che gli occhi si abituino al buio. Ma vediamo quali sono le problematiche che potrebbero insorgere e gli  eventuali consigli per svolgere un’escursione in notturna in sicurezza, è consigliabile:

  • fare l’escursione con altre persone, e non da soli;
  • percorrere il sentiero più volte di giorno, cosi da imparare a conoscerlo e memorizzarlo meglio, e solo successivamente fare l’escursione in notturna;
  • munirsi del Kit primo soccorso, in quanto il rischio di incidenti, cadute è più elevato;
  • munirsi del telo isotermico o del sacco da bivacco;
  • avere il cellulare carico, monitorare spesso il livello della batteria e munirsi di un ricarica batterie tipo bank power;
  • utilizzare un’applicazione di localizzazione per una maggiore sicurezza in caso di pericolo o di perdita dell’orientamento, considerando anche che la segnaletica del CAI è stata pensata e creata per il trekking diurno;
  • sapere organizzare un bivacco imprevisto;
  • utilizzare una lampada frontale con minimo (100 lumen) e munirsi di batterie di riserva, cosi da avere le mani libere e poter utilizzare i bastoncini da trekking per migliorare il proprio equilibrio;
  • fare attenzione con la lampada frontale a non abbagliare i nostri compagni, è bene coprirla con una mano quando ci voltiamo verso di loro;
  • avere una seconda torcia di scorta;
  • portare un capo più pesante e un paio di guanti;
  • indossare scarpe da trekking alte cosi da proteggere le caviglie da possibili distorsioni;
  • intensificare la nostra concentrazione e attenzione;

Il trekking notturno è un’esperienza da provare che richiede però un po’ di esperienza in più, una buona capacità di orientamento, una maggiore concentrazione e attenzione rispetto al trekking diurno. In questi ultimi anni sono molti i professionisti, guide alpine guide escursionistiche e associazioni varie, che organizzano escursioni in notturna, per coloro che hanno meno esperienza è consigliabile rivolgersi a loro per iniziare questa bella avventura.

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